Basilica di Sant’Eufemia

Un’architettura interna che non ti aspetti, un vero e proprio gioiellino. È la Basilica di Sant’Eufemia, sita proprio nella piazza che porta il suo nome.

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La scultura in legno della Santa con la palma del martirio ci accoglie sulla porta di ingresso

La basilica nacque probabilmente intorno al 472, voluta dal vescovo San Senatore (di cui si conservano le spoglie proprio nella chiesa), il quale, come prete al seguito del vescovo sant’Abbondio, partecipò al concilio di Calcedonia e da lì riportò a Milano una reliquia della santa a cui la basilica è dedicata. Venne quindi ricostruita nel XV secolo e poi rimaneggiata nei secoli successivi grazie anche all’intervento di importanti mecenati.  Le modifiche maggiori furono effettuate nel 1870 dall’architetto Enrico Terzaghi, il quale creò l’attuale aula centrale eliminando tre campate. Per motivi statici la chiesa venne anche allungata di una campata. Pochi anni dopo anche la facciata in falso stile romanico-gotico venne sostituita con quella attuale, in cotto e pietra di Vicenza, preceduta da un portico a tre arcate con mosaici che ripetono gli affreschi staccati di Luigi Cavenaghi.

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L’interno della chiesa

Se possibile consiglio la visita in un giorno di sole, perché la luce che proviene dalle finestre rende ancora più bella questa chiesa. Gli affreschi testimoniano quanto di realmente antico resta della chiesa come le tavole del primo Cinquecento. Nella prima cappella a sinistra, purtroppo rovinato dal tempo, ecco lo “Sposalizio di Santa Caterina“, di scuola leonardesca ( forse Marco Oggiono ), mentre nella seconda cappella sempre di sinistra, degna di nota una tela di Bernardino Bergognone. Nella terza cappella, tavola trasportata su tela che rappresenta la Madonna col Divin Figlio tra Santi e Angeli musicanti. Infine, l’affresco sull’arco trionfale è di Luigi Cavenaghi e quello nel catino dell’abside di Agostino Caironi.

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L’altare
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L’affresco nel catino dell’abside di Agostino Caironi

Una curiosità: dotata di una notevole acustica, negli anni cinquanta la basilica fu utilizzata come studio di registrazione dal soprano Maria Callas e sino al 1982 dalla cantante Mina per incidere alcuni suoi brani.

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L’organo a canne, costruito da Natale Balbiani nel 1909.
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Le cappelle di sinistra con il pulpito in legno intagliato
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Le cappelle di destra
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La cappella con il fonte battesimale
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Particolari delle cappelle
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Particolari delle cappelle

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